Sublocazione

Per un mese o metà anno: non appena un locatario principale consente ad un/una partner di abitare nella propria abitazione a titolo oneroso, nasce un rapporto di sublocazione.  Soprattutto nelle città con canoni di locazione elevati e scarsità di abitazioni, la sublocazione è uno strumento popolare che garantisce una situazione win-win: il locatario principale risparmia sul costo della locazione e il sublocatario trova un’abitazione o una stanza con relativa facilità.

Anche in caso di sublocazione, il locatario principale continua ad essere l’unico a rispondere nei confronti del proprietario dell’immobile o dell’amministrazione. A lui spetta pertanto il pagamento dell’intero canone di locazione, la prestazione di un deposito di garanzia e la responsabilità per eventuali danni causati all’abitazione. Se però si desidera sublocare l’abitazione è sempre consigliabile concludere un contratto di sublocazione che aiuti a regolare la convivenza.

6 domande e risposte sul tema sublocazione

1. Mi serve l’approvazione del locatore per sublocare la mia abitazione?  

La sublocazione è generalmente consentita e non può essere esclusa nel contratto di locazione. Il locatario deve informare il locatore anticipatamente dell’eventuale sublocazione pianificata. 

2. Il locatore può vietare la sublocazione dell’abitazione? 

Il locatore può vietare la sublocazione solo se il locatario principale intenda arricchirsi chiedendo un canone di locazione eccessivo. Inoltre, può anche vietarlo quando il locatore subisca degli svantaggi dalla sublocazione (es. sovraffollamento). Su richiesta, il locatario principale deve poter rivelare le condizioni del rapporto di sublocazione. Nel caso in cui il locatario principale non intenda fornire tali informazioni, il locatore può vietare la sublocazione. 

3. Chi risponde dei danni in caso di sublocazione? 

Il locatario principale risponde anche dei danni del sublocatario. Anche nel caso in cui abbia già lasciato l’abitazione ma sia ancora menzionato sul contratto di locazione. Può tuttavia richiedere i costi presso il sublocatore.

4. Serve un contratto scritto per la sublocazione? 

La forma scritta di un contratto in sublocazione non è obbligatoria come nel caso di un consueto contratto di locazione ma si suggerisce di optare per la forma scritta per disporre una prova e garantire maggior chiarezza nel rapporto. Il contratto include l’importo del canone di locazione, i diritti d’uso e la descrizione esatta della stanza o dell’area abitativa affidata al sublocatario. Un esempio di contratto di sublocazione è disponibile presso l’associazione di inquilini. 

Le formalità di disdetta, termini di preavviso e scadenze sono soggette alle consuete norme di legge. Inoltre, oltre agli ambienti ad uso esclusivo è consigliabile elencare anche quelli condivisi. 

5. Che importo deve avere il canone di locazione? 

Non esistono norme che definiscano l’importo del canone di locazione. Spesso l’importo complessivo viene diviso per il numero di stanze, se di dimensioni simili. Se invece le stanze presentano dimensioni differenti, si utilizza la metratura come base per il calcolo del canone di locazione.  

Il locatario principale può chiedere comunque massimo il 10% in più di quello che lui paga. In caso di abitazioni o camere ammobiliate, la differenza massima sale al 20%. 

6. È ammesso richiedere una cauzione al sublocatario?

Sì. Chi richiede una cauzione dal suo sublocatario deve depositarla su un apposito conto per cauzioni di locazione. Questa può ammontare a massimo 3 canoni mensili.