Mammone nell’hotel della mamma

In Svizzera il numero di giovani adulti che continuano ad abitare nella casa dei genitori è in costante aumento: i mammoni. In questo testo informiamo sui motivi e diamo alcuni consigli sui contributi alle spese, sulla convivenza e sul modo di educare che porta a maggiore indipendenza.

Solo negli anni 70 quasi un terzo dei diciottenni abitava già da solo, mentre oggi la stragrande maggioranza di essi continua ad abitare nella casa dei genitori. Ma secondo l’ufficio federale di statistica un po’ più della metà dei ventiquattrenni continua ad abitare nella casa dei genitori, il doppio rispetto al 1970. Questo è da ricondurre a un cambiamento del rapporto tra genitore e figlio.  Mentre questo rapporto in passato era di carattere autoritario, ora è più liberale. Quindi per molti non è più necessario trovare una soluzione mediante separazione.

Perché si diventa mammoni?

I mammoni non se ne vanno dall’hotel della mamma per vari motivi. I più frequenti sono i seguenti:

° La formazione e lo studio costano molto e durano di più di prima, le cattive prospettive professionali obbligano spesso a sostenere spese di riqualificazione professionale. Abitando a casa dei genitori si spende quindi meno. Inoltre, se non bisogna pulire, cucinare, etc. personalmente rimane più tempo per concentrarsi sulla formazione, sullo studio, etc.

° Anche i contratti di lavoro a tempo determinato inducono i giovani a rinunciare a cercare un’abitazione propria.

° Affittare un’abitazione propria costa molto. Abitando a casa die genitori, i giovani adulti hanno la possibiltà risparmiare soldi o di spenderli per altre cose: ad es. per telefonini, televisioni, tablet, vestiti di marca, automobili e viaggi all’estero.

° Ci sono anche i cosiddetti figli boomerang. Se ne vanno per il tirocinio, per il lavoro o per amore ma non appena qualcosa va storto tornano a fare i mammoni nell’hotel della mamma.

I mammoni non saranno mai indipendenti?

Gli esperti sono in disaccordo sul come si evolvono i mammoni a lungo termine. Uno studio di lunga durata ha però mostrato in modo evidente che i mammoni hanno qualche difficoltà a diventare indipendenti. Chi vive in una situazione abitativa protetta e comoda non deve esporsi ai requisiti della vita reale. Può essere uno svantaggio, perché più tardi, quando dovranno vivere da soli, dovranno conciliare il lavoro a tempo pieno e la gestione dell’economia domestica. Abitando a casa dei genitori per un periodo prolungato in alcuni casi si diventa adulti più tardi. Questo dipende però dal grado di indipendenza a cui si è stati educati e da quanta responsabilità ci si è dovuti assumere da giovani.

Come si aiuta ai figli a diventare indipendenti per tempo?

L’affetto e la sicurezza sono importanti ma è anche importante educare i bambini subito ad essere indipendenti, insegnare loro ad assumersi delle responsabilità ed insegnare loro cos’è il rispetto reciproco. In poche parole: cercate di non essere troppo previdenti ma evitate di comportarvi come gli schiavi della casa, altrimenti i figli non diventeranno indipendenti o non sentiranno il bisogno di andarsene. E così vengono a crearsi i mammoni. Sollecitate i figli già presto ad aiutare nello svolgimento dei lavori di casa e a tenere in ordine almeno le proprie cose. Insegnate ai bambini a far bastare la paghetta e non date loro altri soldi se non la fanno bastare. Lasciate che i bambini risolvano da soli i problemi, ma se sono difficili non lasciateli soli. Mostrate a un teenager come preparare dei semplici pasti e insegnate loro a fare il bucato. Imparate ad essere discreti, non mescolandosi ad esempio in tutte le questioni del teenager, lasciandogli scegliere i propri amici e permettendogli di gestire personalmente il suo tempo libero. La cosa più importante è che vostro figlio sappia che non è solo e che in caso di bisogno puô affidarsi a voi.

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Chi non vuole creare degli strani mammoni, fa bene ad insegnare ai figli i segreti del bucato.

È possibile chiedere ai mammoni un contributo per le spese?

I genitori spesso non osano a chiedere ai mammoni di partecipare alle spese e dimenticano che il classico rapporto genitore-figlio deve trasformarsi in una classica coabitazione. Altrimenti la convivenza non funziona. I genitori dovrebbero discutere con i loro figli adulti le condizioni e le regole della convivenza. Di queste regole fa parte anche un contributo finanziario per le spese. I giovani adulti devono capire quanto costa la vita quando più tardi dovranno badare a sé stessi. Dal lato giuridico, il dovere di mantenimento finisce quando i giovani hanno terminato la loro prima formazione. Se i figli continuano ad abitare presso i genitori, i genitori hanno diritto a un contributo adeguato alle spese, l’alloggio e altri servizi come il bucato, la stiratura, la pulizia etc. Consigli: mettete gli accordi in forma scritta. I nostri esperti consigliano di chiedere un contributo per le spese anche se i genitori non hanno necessariamente bisogno di tale contributo.

Tipi di convivenza nell’hotel della mamma

Esistono diversi tipi di convivenza tra genitori ed adulti. Se si opta per una coabitazione, ogni membro della famiglia fa quello che vuole cose ma rispetta alcune regole comuni. Se si vuole continuare a essere una famiglia, i genitori si occupano delle necessità di base. In ogni caso molti dettagli della convivenza devono essere regolamentati, iniziano con l’eventuale collaborazione ai lavori di casa alla partecipazione alle spese di economia domestica e vanno ben oltre a ciò. Il mammone può invitare a cena ad es. gli amici o il partner? Questi ultimi possono anche mangiare e pernottare nella casa dei genitori? E cosa si fa ancora insieme in qualità di famiglia (ad es. mangiare insieme, andare in vacanza etc.)? L’importante è tuttavia che i genitori considerino lo studio o il tirocinio un lavoro a tutti gli effetti, che si fidino in generale degli adulti giovani, che trasmettano loro responsabilità, che non si immischino in tutte le faccende e che non reclamino sempre. Perché l’indipendenza può essere sviluppata solo con un determinato livello di libertà e responsabilità. Che il rispetto deve essere reciproco è ovvio.